Cucina Senza Senza ®

con Irene

Risveglio e Centrifugati

Pubblicato il | 10 febbraio 2016 | Lascia un Commento

Capita di rincontrarsi per caso sui social, di raccontarsi 20 anni in una tazza di tè, per scoprire ciascuno di aver cambiato tutto seguendo la propria inclinazione naturale. Entrambe proveniamo dal mondo alberghiero. Lorenzo ha lasciato gli hotels per aprire un bar e poi un altro, New Tredes Café, è l’apertura più recente. Per quanto mi riguarda da un mese ho scelto  di praticare Reiki e risveglio energetico per la maggior parte del mio tempo e proporre ad altri di fare altrettanto.

  • Ma come ti salta in mente di cambiare tutto?

Quante volte ti senti rivolgere questa domanda? Innumerevoli.

All’inizio sorridi poi rimugini e te lo chiedi per davvero anche tu.

  • Perché quello che fai ti fa stare veramente bene e capita lo stesso anche a chi si concede di farlo con te.

Mi sono risposta così.

Così si è risposto Lorenzo.

Lui lavora con il cibo, io sul flusso vitale. Molto vicini come ambiti.

Così ci è venuto in mente di proporre Risveglio energetico e Centrifugati.

Iniziamo giovedì 18.02 alle 18.15 in via Fara 13 da New Tredes Cafè a Milano.

 

risveglio&centrifugati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gatta

 

Fiducia al risveglio e ai centrifugati. Quando credevi di aver visto tutto all’happy hour ecco che scatta l’Energy Hour. Vi aspettiamo!

 

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English Version:

Sometimes it happens to meet by chance on social, to tell each others 20 years in a cup of tea, just  to discover both at a turning  point, changing everything following, each of us, our own natural inclination. Both we come from the hotel industry. Lorenzo left hotels to open a bar and then another, New Tredes Café, is his most recent new opening. As far as I am concerned, a month ago I choosed to practice Reiki and energy awakening for the most of my time and suggest others to do the same.

  • But how could you change everything?

How often have you been asked? Countless.

At first I smile then, mumble mumble and finally I ask myself too.

  • Because what you do, makes you feel really good and it happens the same to those who enjoy doing it with you.

That’s the answer I have found. And Lorenzo thinks the same.

He works with the food, I on the life-flow. Very  very close fields.

So we had the idea to propose Awakening and Fresh Fruits and Vegetable Squeezed.

We begin on Thursday, 18/02 at 18.15 in via Fara 13 from New Tredes Café

Energy awaking hour, a work dedicated to free the empty channels through which the life flow move. Through simple, slow movements, you become aware of your body in motion. And to follow an aperitif made from fresh fruits and vegetable Squeezed.

Price per person € 15. Book at 02-36580410.

gattaWe trust in Energy Awakening and Fresh Fruit and Vegetable Squeezed.

When you thought you’ve seen everything in happy hour, here it i stie to switch to Energy Hour. See you there.

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Non di solo cibo….

Pubblicato il | 25 gennaio 2016 | Lascia un Commento

Come anticipato in un articolo su Style.it, nella scelta di un ristorante rientrano tantissimi fattori. Oltre a quelle che c’è nel piatto, anche l’atmosfera e il servizio rivestono ruoli importantissimi. Il servizio è competenza del cameriere, un ruolo vitale nella buona riuscita di un locale.
cameriere foto presa da lavoroinpenisola
Quello del cameriere è un lavoro di responsabilità, precisione, gentilezza e conoscenza, oltre che essere un costante esercizio di pazienza. Poco importa se lo si svolge in una piccola trattoria o in un grande ristorante di lusso, l’educazione e il sapersi approcciare agli altri fanno di questo mestiere uno dei più difficili e importanti nell’ambito della ristorazione. Il cameriere non è solo “colui che porta i piatti”, ma è soprattutto la figura capace di creare una buona reputazione del luogo in cui opera e, spesso e volentieri, la persona che convincerà i clienti a tornare in un ristorante.

Il pranzo e la cena devono essere momenti di relax spirituale e godimento gustativo per i clienti e, anche un luogo dalla perfetta organizzazione e dall’ineccepibile pulizia, potrebbe non essere scelto una seconda volta da chi gli ha dato una prima possibilità. Sì, per colpa del servizio. Ecco quindi gli aspetti caratteriali e comportamentali imprescindibili per accostarsi a questo sfaccettato mestiere che, nonostante la fatica fisica e lo stress mentale che comporta, è uno dei più gratificanti.

La gentilezza e l’educazione
Non solo nell’accogliere i clienti, nel soddisfare le richieste, nel modificare all’ultimo un ordine per fidelizzare la clientela (sperando che la cucina non vi uccida), ma soprattutto nei momenti critici, ovvero quando ci si trova a servire delle persone che non hanno ricevuto alcun tipo di educazione. Fare il cameriere non significa dover sopportare qualsiasi situazione spiacevole. State lavorando, già questo dovrebbe portare le persone che servite ad avere un grande rispetto per voi. Purtroppo, a volte, non è così. La cosa migliore da fare è rispondere, sempre con gentilezza ed educazione, ma facendo capire al vostro interlocutore che siete un dipendente, non uno schiavo.

L’ineccepibilità del servizio
Se lavorate in un ristorante dislocato su due livelli e se non siete tra i fortunati ad aver trovato un luogo munito di montacarichi (in ambito ristorativo meglio conosciuto come montavivande) dovrete prepararvi a infiniti sali-scendi e ad esercizi di equilibrio non indifferenti. Portare 3 o più piatti senza far cadere nulla e senza rovinare la presentazione non è cosa facile. Se, quindi, non siete abituati, non scegliete giorni particolarmente affollati per far allenamento: è meglio riuscire a portare al tavolo pochi piatti, ma nella giusta maniera, che molti rovinati dai bruschi movimenti. Parlando di ineccepibilità parliamo anche, ovviamente, del servizio: non togliere mai il piatto vuoto ad un cliente se il commensale con lui sta ancora mangiando, porgere i piatti alla destra del cliente se state svolgendo un servizio all’italiana o a sinistra in quello all’inglese e, ricordate, il vino va sempre aperto al tavolo. Nel versarlo cercate di non macchiare la tovaglia e colui che assaggia va servito per ultimo. Ovviamente, in tutto questo, vanno sempre servite prima le signore.

Pulizia, ordine e conoscenza dei piatti serviti
Camicie stirate, grembiuli non sgualciti, pantaloni lindi, un trucco sobrio, unghie curate e un utilizzo non esagerato di profumi e deodoranti significa dare un’ottima presentazione di sé e del luogo in cui si lavora. La pulizia e l’ordine, però, devono riguardare anche la sala: mentre si preparano i tavoli assicurarsi che le posate e i bicchieri siano perfettamente puliti e fare attenzione che non ci siano macchie sulle tovaglie e sui tovaglioli. Un altro aspetto fondamentale riguarda la conoscenza dei piatti che si servono: il cameriere deve essere pronto a rispondere a qualsiasi domanda circa la preparazione dei piatti e gli ingredienti che contiene e, in mancanza di un sommelier, è bene che abbia anche qualche nozione circa i vini.

L’importante, in un lavoro impegnativo come quello del cameriere, è riuscire a gestire le varie situazioni e gli imprevisti con tranquillità e professionalità, puntando sulle proprie capacità comunicative e, in caso di luoghi frequentati da una clientela abituale, dall’empatia che si è riuscita a creare con le persone.

gatta Articolo scritto in collaborazione con Armo S.p.a, produttore di piattaforme, rampe, chiusure industriali e residenziali.

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le felicità possibili arrivano da I am bambù: broccoli in green cream

Pubblicato il | 15 dicembre 2015 | Lascia un Commento

Finalmente! Eccoci riunite: le felicità possibili nello show room di I am bambù.
Dopo tanto peregrinare ci siamo ritrovate per una serata di presentazione 10.12.2015, terminata con un sanissimo aperitivo offerto da Squir Salute Srl Body Natural Caring: un’azienda che produce estrattori di succhi, concentrata ogni giorno sull’importanza della scelta, l’alimentazione consapevole e il rispetto della natura.
Abiti in fibra di bambù, e succhi freschi, che mantengono intatte le proprietà dei frutti.
Il sostegno di Angela Maria Marchetti, anima di I am bambù, è stato fondamentale per le felicità possibili, per arrivare all’edizione con Transeuropa.
L’atmosfera, lo spazio, le persone e l’armonia ci hanno confermato, dal vivo, una collaborazione concreta, costruita sulle affinità di chi riconosce nell’altro la stessa ispirazione.
E poi dicono che le donne non sanno fare squadra. Siamo 3 donne, Anna Galante di Roma, Irene Binaghi di Milano e Angela Maria Marchetti di Trento: più diverse e distanti non potremmo essere, eppure abbiamo collaborato e reso reali le felicità possibili. Insieme.
Che la flessibilità del bambù sia con noi. E al bambù, a noi, a questo tempo condiviso, dedichiamo una verde ricetta.

Ma prima di tuffarci nella ricetta diamo un’occhiata agli ingredienti nelle pagine di Dieta e salute con gli alimenti vegetali

Aglio: appartiene alla famiglia delle Liliacee ha proprietà antimicrobiche, anti aterosclerotiche, anti ipertensiva.

Noci: appartiene alla famiglia delle Juglandacee, contiene il 60% di lipidi, il che la rende molto energetica. La noce è ugualmente ricca di provit. A e sali minerali tra cui rame e zinco. Ha proprietà protettive, antiossidanti.

Arancia: appartiene alla famiglia delle Rutacee è composto per 87% d’acqua ma è una fonte ricchissima di vitami C. Un’arancia fornisce la vitamina necessaria per un giorno!!!

Broccoli: appartiene alla famiglia delle crocifere possiedono vitamine del gruppo B, C e A che rivitalizzano il sistema cellulare. E’ ricco di potassio. Ha proprietà diuretiche, lassative, ricostituenti, anti anemiche, protettive.

Limone: appartiene alla famiglia delle rutacee ricchissimo di vitamina C che favorisce l’assorbimento del ferro, ed è un tonico generale per il corpo, più simile ad una medicina che ad un alimento.

Tempo occorrente: 30 minuti
Ingredienti per 20 finger food
1 confezione di sfogliette di mais
300 gr di broccoli
1 spicchio d’aglio
timo, origano, rosmarino
1 peperoncino
1 limone
sale fino marino integrale
per decorare qualche gheriglio di noce e scorzette d’arancia essicata.

Mondare, lavare e tagliare i broccoletti. Lessare le cimette in poca acqua per 12 minuti. Passarli sotto l’acqua corrente fresca una volta cotte. Frullare con il peperoncino, il sale, lo spicchio d’aglio sbucciato, la scorza e il succo del limone, origano, timo e aghi di rosmarino. Con due cucchiaini da tè fare delle quenelles e disporle sulle sfogliette di mais, decorare con 1/4 di gheriglio di noce e un pezzettino di scorza d’arancia essicata.

Milano in Primavera, il 25.05 Teiera Eclettica e 25.06 Libreria Malafarina, Riccione in Estate, 08.08 Bagno 60
Pavia in Autunno, 12.09 Civica Biblioteca Bonetta. Non poteva mancare Trento in Inverno, da I am bambù. Perchè vivere le stagioni fino in fondo è importante.

English version:
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Finally! Here we are: felicità possibili landed in the showroom I am bambù.
After much wandering we gathered for a presentation on 10.12.2015 with an happy hour with a very healthy drink offered by Squir Health Srl Body Natural Caring: a company that produces juice extractor, focused every day on the importance of choice, awareness and respect for nature.
Clothes in bamboo fiber, and fresh juices with intact properties of the fruits.
The support of Angela Maria Marchetti, soul of I am bambù, has been very important for le felecità possibili to be edited by Transeuropa.
The atmosphere, space, people and harmony confirm live and kicking our teamwork, built on the affinity of those who recognize in the other the same ispiration.
And Who said that women can not work in team? We are 3 women, Anna Galante based in Rome, Irene Binaghi in Milan and Angela Maria Marchetti in Trento more different and distant we could not be, and yet we have worked and made real le felicità possibili. Together.
That the flexibility of bamboo can be with us. And to the bamboo, to this shared time, we dedicate a green recipe.
But before we dive into the recipe in let’s look at the through the pages of Dieta e salute con gli alimenti vegetali.

Garlic: It belongs to the lily family has antimicrobial properties, anti-atherosclerotic, anti hypertensive.

Nuts: It belongs to the family of Juglandacee, it contains 60% of lipids, which makes it very energy. Walnut is equally rich PROVIT. A and mineral salts including copper and zinc. It has protective properties, antioxidants.

Orange: it belongs to the family Rutaceae is composed for 87% of water but it is a rich source of Vitami C. An orange provides vitamin necessary for a day !!!

Broccoli: it belongs to the family of cruciferous have vitamins B, C and A that revitalize the cellular system. And ‘rich in potassium. Has diuretic, laxative, tonic, anti-anemic, protective.

Lemon: it belongs to the family of Rutaceae rich in vitamin C, which promotes the absorption of iron, and is a general tonic for the body, more like a drug than a food.

Time required: 30 minutes
Ingredients for 20 finger food
1 box of corn crakers
300 gr of broccoli
1 clove garlic
thyme, oregano, rosemary
1 red pepper
1 lemon
unrefined sea salt
to decorate some walnuts and dried orange peel.

Clean, wash and cut broccoli. Cook the florets in a little water for 12 minutes. Pass them under cool running water when cooked. Blend with chili, salt, a clove of garlic, zest and lemon juice, oregano, thyme and rosemary. With two teaspoons make quenelles and place them on sfogliette corn, garnish with 1/4 of walnut kernel and a small piece of dried orange peel.

Milan in Spring, on the 25.05 at Teiera Eclectic and on 25.06 at Malafarina Library , Riccione in Summer, on 08.08 at Bagno 60.
Pavia in Autumn, on 12.09 at Civic Bonetta Library . We could not miss Trento in Winter, by I am bamboo . Because it is important to feel every season, deep.

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Anche l’occhio vuole la sua parte

Pubblicato il | 9 novembre 2015 | Lascia un Commento

Spesso la scelta di un ristorante in cui pranzare o cenare non dipende solo dalla qualità del cibo e del servizio, ma anche dalla prima impressione che un luogo riesce a trasmettere. Pochi e semplici dettagli, come la scelta di tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto o la perfetta disposizione di piatti, posate e bicchieri, potrebbero catturare l’attenzione di potenziali clienti e portarli a fermarsi in un determinato locale per consumare il pasto.

L’armonia, l’eleganza e l’ordine di un luogo sono tra gli aspetti che colpiscono maggiormente, in quanto nell’ambito della ristorazione la prima impressione non è da sottovalutare. Grande importanza è data a quella che in francese viene definita la mise en place, ovvero la messa in tavola di tutti quegli elementi che sono fondamentali non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello funzionale e pratico. Ecco, quindi, che esistono delle regole molto importanti sia per quanto riguarda il modo di apparecchiare la tavola che per quanto riguarda il comportamento da mantenere durante un pranzo o una cena.

Per prima cosa la tovaglia deve essere della giusta dimensione in modo da coprire tutta la superficie del tavolo e sfiorare il pavimento. È infatti indice di cattivo gusto utilizzare tovaglie troppo lunghe o troppo corte. I tovaglioli devono essere perfettamente puliti e piegati nella giusta maniera. Sono da prediligere colori non troppo chiari se l’ambiente presenta pareti bianche e tonalità candide se, al contrario, il ristorante non è particolarmente luminoso. In questa direzione tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto sono la scelta ideale perché eleganti e pratici allo stesso tempo e perché permettono di eliminare il costo di lavaggio della biancheria.

Per quanto riguarda la mise en place è bene tenere a mente che seguire per filo e per segno le regole dettate dal galateo potrebbe portare ad appesantire inutilmente la tavola, mentre apparecchiare utilizzando il giusto numero di piatti, posate e bicchieri darà un risultato ordinato ed elegante. Alla sinistra del commensale verranno poste le forchette: all’estremità quella per la prima portata e subito dopo quella per la seconda. Alla destra andrà, invece, il coltello, rigorosamente con la punta rivolta verso l’interno. Alla destra del coltello, se necessario, si pone il cucchiaio, mentre in direzione della punta del coltello ci sarà il bicchiere del vino, seguito verso il centro da quello dell’acqua.
Nel caso in cui si effettui il servizio alla russa non è necessario disporre i piatti prima del servizio, perché verranno porzionati in cucina e proposti poi ai commensali, mentre se si effettua un servizio alla francese la predisposizione dei piatti avverrà durante la mise en place: prima il piatto piano e sopra di esso quello fondo. Diversa può essere, invece, la scelta del posizionamento del tovagliolo: secondo il galateo andrebbe alla sinistra del commensale, subito dopo le forchette, ma si può anche decidere di porlo davanti al commensale, adagiato nel piatto fondo o sulla tovaglia, piegato elegantemente o arricchito da un nastrino di seta.

Tanto quanto è importante il modo in cui una tavola viene apparecchiata, anche il comportamento tenuto dai commensali non è da meno. Augurare buon appetito, ad esempio, è segno di maleducazione, così anche come chiedere il sale, considerato la moneta dell’antichità. Chiederlo, infatti, significherebbe sottolineare che non si sta apprezzando il gusto della pietanza e potrebbe offendere il padrone o la padrona di casa. Tanto quanto la posizione delle posate è importante nella mise en place, anche per i commensali durante il pranzo e la cena lo sono: se si vuole fare una pausa mentre si sta mangiando, infatti, basterà incrociare le posate nel piatto per far capire che si ha intenzione di finire, mentre a pasto terminato verranno appoggiate l’una di fianco all’altra nel piatto e mai ai lati dello stesso con le estremità appoggiate sulla tovaglia. Segno dell’aver gradito o meno il pasto è invece dato dalla posizione del tovagliolo una volta terminato: se lo si piega ordinatamente e lo si appoggia alla propria sinistra significa che si è gradito il pranzo o la cena, mentre se lo si lascia sul tavolo senza piegarlo è segno di non essersi trovati a proprio agio.
Stare a tavola, tanto quanto l’aver cura nella mise en place e nel garantire un accurato servizio unito alla qualità dei piatti offerti, è senza dubbio segno di rispetto, di buon gusto e di buona educazione, perché mangiare non significa semplicemente cibarsi, ma dedicarsi del tempo e, soprattutto, prendersi cura di sé stessi.

Questo articolo é scritto in collaborazione con Cartindustria

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Riso e fichi noci per le felicità possibili a Pavia

Pubblicato il | 13 settembre 2015 | 3 Commenti


Le felicità possibili si sono spostate nella Civica Biblioteca Bonetta di Pavia. Abbiamo letto il dittico di racconti Biblioteca e Nuvole. E poi s si è messa in movimentonettao una delle felicità possibili: il Tai chi

Un Grazie speciale a Rosanna Gaudio, insegnante della International Tai Chi Chuan Association Italia responsabile sul territorio di Pavia e dell’Emilia, che con i suoi allievi ha fatto una dimostrazione di Tai chi, grazie anche a Chiara Lavezzari e a tutti quelli che si sono uniti.

Perché l’esperienza è condivisibile più che comunicabile a parole, scritte o orali che siano.
I movimenti lenti, il respiro profondo, dà il senso di felicità meglio di qualunque lettura. Anche se con Anna sulla lettura ci siamo impegnate parecchio, abbiamo chiesto aiuto.

Chi scrive e chi fotografa ha poca dimestichezza con la lettura pubblica sennò faceva altro, evitava di trincerarsi dietro un obiettivo o carta e penna, no? Grazie a Laura Banchi del Teatro Nodo per l’ascoltato e le indicazioni nella lettura.
Grazie anche anche a Massimo Trombetta per i consigli, la pazienza nell’insegnare a restare sull’emozione da comunicare, senza paura, anche se si tratta della propria.


Grazie a Transeuropa Edizioni la nostra Casa Editrice che ci veglia, e a I am bambù che ha reso reali le felicità possibili.
Grazie ad Antonella Calvi responsabile della Civica Biblioteca Bonetta per aver accolto creativamente foto giganti, chi pratica Tai chi e tutti noi in carne, ossa, carta, inchiostro, battiti del cuore.

Ai vicini, ai lontani, a chi c’era, a chi non c’era, a chi se n’è andato, dedichiamo questo piatto:
Un riso, alimento che si coltiva nelle campagne pavesi, e fichi, frutto di stagione, una ricetta croccante, morbida, dolce, piccante, aromatica.

Prima di entrare in cucina diamo un’occhiata agli ingredienti attraverso le pagine di Dieta e Salute con gli alimenti vegetali:

Riso: appartiene alla famiglia delle graminacee, non contiene glutine e nella sua forma integrale contiene fosforo, magnesio e potassio.

Aglio: appartiene alla famiglia delle Liliacee ha proprietà antimicrobiche, antiaterosclerotiche, antiipertensiva.

Carota: appartiene alla famiglia delle ombrellifere ha un elevatissimo contenuto di vitamina A, contiene inoltre sodio, potassio, ferro, calcio, e fosforo. Grazie a questa composizione funziona per mineralizzare sia nella formazione del sangue che nella fluidificazione biliare

Scalogno: appartiene alla famiglia delle lialacee ricchissimo di acqua, potassio, zolfo, vitamina A, E, C e acido malico ha un potere antimicrobico, antisettico e cardiotonico e diuretico.

Zucchina: appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, sono ricche di fibre e di potassio, fosforo, calcio, e acqua. A causa dell’alto contenuto d’acqua e del loro scarso apporto energetico, le zucchine possono considerarsi un ortaggio reidratante, rinfrescante e diuretico.

Fichi: appartengono alla famiglia delle Moracee. Oltre che di potassio, ferro e calcio, i fichi sono anche ricchi di vitamina B6. Aiutano a proteggere pelle, occhi, apparato digerente, apparato cardiaco.

Noci: appartiene alla famiglia delle Juglandacee, contiene il 60% di lipidi, il che la rende molto energetica. La noce è ugualmente ricca di provit. A e sali minerali tra cui rame e zinco. Ha proprietà protettive, antiossidanti.

Tempo di preparazione 20 minuti, Tempo di cottura 40 minuti
100 gr di carote
100 gr di zucchine
100 gr di porro
1 spicchio d’aglio
2 chiodi di garofano
400 gr di riso integrale balilla
1 peperoncino fresco
6 noci
6 fichi
pepe
rosmarino
prezzemolo
3 cucchiai d’olio extra-vergine d’oliva
sale fino marino integrale

Far cuocere per 20 minuti abbondante acqua con la carota, la zucchina, il bianco del porro mondati e lavati, lo spicchio d’aglio sbucciato e aromatizzato con i chiodi di garofano, aggiungere il sale poco prima di completare la cottura e filtrare. Tenere da parte le verdure lessate.

In una pentola far cuocere per 35 minuti il riso integrale balilla con 3 volte il volume di brodo di verdure. Intanto fare un soffritto con 1 cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva, il peperoncino tagliato a rondelle, il verde del porro tritato e i gherigli di noce sminuzzati, far soffriggere 4 fichi tagliati a rondelle con la buccia.
Preparare una salsa con la carota, la zucchina lessata, due fichi freschi sbucciati, sale, pepe, 2 cucchiai d’olio extra-vergine, il prezzemolo. Frullare tutto.

Una volta ultimata la cottura del riso mantecare con la salsa e decorare con il soffritto e le fette di fichi a rondelle.

Buon appetito! Ci piacciono i frutti di stagione.

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    Irene Binaghi
    Le ricette proposte su questo blog invitano a una cucina naturale, nel rispetto di chi soffre di intolleranze alimentari. Sono utilizzati ingredienti bio, senza latticini, senza zucchero, senza lieviti, senza grano, senza uova, senza carne, ma - soprattutto - senza rinunciare all’acquolina in bocca. Questa è quella che chiamo la sfida senza senza. Le intolleranze passano, il modo più naturale di cibarsi resta.
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