Cucina Senza Senza ®

con Irene

Le felicità possibili – abstract

Pubblicato il | 17 luglio 2014 | 6 Commenti

Eccolo, finalmente il nuovo libro si intitola Le felicità possibili: testi di Irene Binaghi, foto di Anna Galante.
Qui trovate un piccolo assaggio da prendere tutto di un fiato: due foto e due racconti e, più in fondo, qualche riga sul perché e il come siamo arrivate a mettere parole e immagini su carta.

Se poi siete proprio di buon umore e volete farci sapere cosa ne pensate, attendiamo trepidanti i vostri commenti.

Sott’acqua

Alla mattina presto in spiaggia non c’è nessuno. Con disinvoltura e discrezione basta entrare in acqua con il pezzo sotto del costume e dopo qualche bracciata toglierselo per legarselo al polso, come un braccialetto. Sullo sfondo sta un’isola che ha un re e un festival del cinema, si raggiunge solo in barca. Ma in fondo è lontana: a nuoto non si arriva. Le mani, immergendosi nell’acqua, creano delle perle d’aria iridescenti come mercurio liquido che fanno il solletico alle labbra e alle narici. Non si tocca il fondo, ma stranamente, nessuna paura avanza. Il mare calmo avvolge tutta la pelle come un’onda lunga, dalla nuca al punto tra le scapole, alla curva sotto i reni, ai calcagni.
La freschezza tranquilla si è sincronizzata con le bracciate, con il movimento dei piedi.
L’acqua azzurra, luminosa, forse deve i suoi bagliori dorati alla luce oppure alle dune di sabbia sul fondale: non si sa.
Un gabbiano lontano fa il suo verso. Il sole illumina senza scottare. Un uomo si immerge per un bagno, è completamente rasato, con gli occhi dolci, quasi liquidi del colore del mare, ha lunghe mani dalle dita piatte e dalle unghie ovali, ha deciso di nuotare all’alba, entra in acqua, si avvicina. Si ferma di botto, alza le mani. Una stella marina gigante lo avrebbe stupito meno di un’esemplare della sua stessa specie, al femminile, che fende l’acqua come mamma l’ha fatta.
E’ incredibile come due piccoli pezzi di stoffa possano rappresentare il limite tra la libertà totale e il sentirsi vestiti.


Innamorarsi

Da piccoli giocavano insieme sugli stessi ciottoli. Si aggrappavano ai muretti di sera per vedere i film all’aperto. Cadevano spesso con la terra sotto le unghie e l’erba secca nelle narici. Poi un giorno trovò la sua porta chiusa. Continuava a passare e ripassare, sperando gli apparisse sulla soglia per andare a giocare: rallentava il passo tutte le volte che arrivava all’altezza di casa sua. Una vicina, dopo una settimana, ha urlato dalla finestra: “E’ partita per l’Italia con la sua famiglia!”.
Ha sbattuto i vetri rientrando.
Quel rumore ha continuato a infrangersi nelle sue tempie insieme al profumo di salsedine, pesce e spezie.

Abbassava la testa, in quel tratto di strada dove si trovava sempre più spesso, suo malgrado.
Italia, Italia continuava a ronzargli nelle orecchie come la scia di una sirena di un battello.
Finché partì, come tanti per un nuovo futuro ma, soprattutto, per ritrovarla. Tutto quello che ha attraversato, ne è valsa la pena perché ora sono insieme guardando il mare, che qui sa di limoni, gelsomino e menta. Si sono trovati, sposati e ora aspettano un figlio.

Lei lo guarda con due occhi grandi e ciglia lunghissime, si accarezza sotto il mento il velo che le copre la testa:

“Posso togliermi il velo? Fa caldo.” – gli chiede.

“No” – e scuote la testa per sottolineare il concetto.

Lei socchiude le sopracciglia inspira profondamente e si snoda il velo.

Dentro di lui qualcosa si spezza. Gli ha disubbidito, in pubblico.

Dalle nocche delle dita gli partono colpi che non riesce a fermare, e affondando sulla sua pelle tesa di giovinezza e del bambino che nascerà presto.

Tutto intorno crescono le urla dei passanti, si aggiungono le sirene della polizia. Correndo arriva il padre di lei. Gli urla:

- “Ti rendi conto dell’offesa? E’ tua figlia come l’hai educata?”

Qualcuno lo prende alle spalle, la clavicola cerca di buttarsi a mare, ma il metallo scatta intorno ai suoi polsi, un raggio di luce riflesso lo acceca facendogli chiudere gli occhi.

E’ tutto finito, sotto il suo sguardo senza velo.
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Progetto

Tema:
Il contatto con la nostra essenza ha un suo ritmo fatto di respiro e battito cardiaco: si chiarifica ancora meglio quando discutiamo con gli aspetti più artificiali, con le loro luci abbaglianti e suoni che coprono. L’alimentazione può essere consapevole o ingurgitata, la guarigione puo’ significare trasformazione.
La quotidianità ci segna senza che ce ne rendiamo conto.

Scopo:
E’ un invito ad aprirsi, con leggerezza, alla curiosità verso temi quali il contatto e il rispetto della Natura, la cultura Bene di Tutti, la tolleranza, la creatività, l’armonia mente-corpo-ambiente-altre persone, il valore conoscitivo dell’istinto, l’alimentazione consapevole, le pari opportunità. Si vuole suscitare in chi legge e in chi guarda, la consapevolezza che si è liberi di orientare la propria vita in ogni momento. Alcune attività avvicinano alla naturalità altre allontanano. Ciascuno di noi ha l’opportunità di cercarle, esplorarle e sceglierle incontrando persone, attraversando luoghi come una città caotica, fermandosi a una fonte antica, oppure spostandosi in non-luoghi come i treni, gli aeroporti o una biblioteca.
Perché viaggiare e sapere hanno una valenza simile: ricca e umile nello stesso tempo sospeso.

Forma:
Tutto accade in 30 racconti e 30 immagini da leggere, guardare tutti di un fiato, oppure da aprire a caso, seguendo il momento. Attraverso brevi testi e immagini sono messe a confronto 15 situazioni programmate con 15 situazioni dettate dalla libertà di ricollegarsi con l’essenza più profonda di noi stessi, degli altri e dell’ambiente. In ogni proposta si cerca di mettere in evidenza il bello e il difficile di entrambe le prospettive.

Tecnica:

Testo: Sono messe a confronto storie e atmosfere con uno stile per i racconti che parlano di artificiale ed uno stile per i racconti che ritraggono il naturale. Rumori meccanici, bagliori elettrici caratterizzano le situazioni per le prime, il ritmo del respiro, del battito cardiaco identificano le seconde.
La voce narrante è quella di una pantera nera, emblema dell’istinto. Il grande felino si aggira da una situazione all’altra, svelandosi solo a chi, tra i personaggi, ha la forza di guardarla negli occhi. Lascia le sue impronte in evidenza per chi ha voglia di distinguerle.

Foto: Ritraggono il corpo perché ogni scelta tra natura e artificialità ha un impatto sulla pelle che diventa specchio, teatro e memoria del nostro percorso, nei dettagli, nell’insieme, per le donne, per gli uomini, senza distinzione di età, di genere o di origine. La luce di volta in volta invia bagliori caldi o freddi sui segni dell’equilibrio, del tempo che passa, della gioia, degli incidenti, dei capricci. Anche la quotidianità, gli indumenti che indossiamo, lasciano una traccia a cui mai prestiamo attenzione, eppure, giorno dopo giorno, quel tessuto in filigrana sui pori crea abitudini.

Una copia è stata inviata all’ufficio deposito opere inedite della S.I.A.E. Ora manca solo l’editore: si accettano candidature spontanee ed entusiaste. Astenersi perditempo.

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Muffin al tè al gelsomino per un nuovo inizio

Pubblicato il | 7 gennaio 2014 | 1 Commento

Quando ne hai provate un po’ arrivi alla conclusione che resta solo una possibilità: giocare.
Per questo il 2014 sarà un anno all’insegna del Parco Giochi.
Per giocare bisogna concedersi momenti senza regole, senza schemi, senza orologi, senza traffico: solo così ci si può dedicare a qualunque cosa accada.
Postare una ricetta a settimana, far la spesa, preparare i piatti, fotografare per il blog è una regola che si può lasciare andare.
Grazie a tutti quelli che son passati di qui interagendo, o stando in silenzio.
Siete stati nei miei pensieri, sia le persone che conosco che quelle che non conosco, quelle che immagino e quelle che mi sfuggono.
Cucina senza senza ha rappresentato una grande scuola in termini di gusto, scrittura, fotografia, incontri, porte che si aprono, cammini che si percorrono.
Oggi sono davanti ad un’altra porta, ad un altro cammino e il tempo per stare sulla soglia sta scadendo.
Cosa stia di là, non si sa, ma di qualunque cosa si tratti lo scoprirete…. in questo o nel prossimo blog. Promesso!
Il senza senza, il cammino vegano, continua a scorrere nella quotidianità, 3 volte al giorno, ore pasti lontano da click, visualizzazioni ma ugualmente bello.
Vi dico arrivederci con un dolce che sa di tè verde al gelsomino.
Ho una passione viscerale per il tè verde al gelsomino: berrei solo quello.
E’ Barbara Sighieri della Teiera Eclettica, la mia spacciatrice ufficiale di tè dal 2004, che mi ha insegnato ad utilizzare il tè, anche come ingrediente.
Barbara, con pazienza, cerca di educarmi ad altri sapori, prima o poi ci riuscirà a farmi acquisire nuove sfumature: la determinazione sta dalla sua parte.

Ma prima di leggere la ricetta diamo un’occhiata agli ingredienti attraverso le pagine di Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Tecniche Nuove 2012

Banana: appartiene alla famiglia delle Musacee contiene vit. A, B e C, calcio, magnesio, fosforo, zolfo, ferro e rame. E’ emoliente, ammorbidente e nutriente.

Farro: antenato del grano, di origine mediterranea, va consumato preferibilmente integrale per mantenere il più possibile il contenuto di vitamine e minerali.

Tè: Secondo Barbara è una bevanda che si beve in tutto il mondo e molto spesso diventa l’emblema di un modo di vivere.

Tempo occorrente: 20 minuti di preparazione 25 minuti di cottura
Ingredienti per 4 persone:

100 gr di banana
100 gr di succo d’agave
succo di 1/2 limone
50 gr di olio extra-vergine d’oliva
20 gr di tè verde al gelsomino
233 gr di farina di farro
17 gr di cremor tartaro

Pre-riscaldare il forno a 180°. Preparare il te verde, scolare le foglie, strizzarle bene e triturarle…
Sbucciare la banana, tagliala a tocchetti, cospargerla di succo di limone, frullare il tutto insieme all’olio e allo sciroppo d’agave, in una terrina unire la farina di farro, le foglie di tè e il cremor tartaro, mescolare gli ingredienti tra loro. Versare sugli ingredienti secchi la crema di banana, mescolare il tutto. Distribuire in stampini monoporzione e cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180°. Spennellare di sciroppo d’agave una volta cotti.

Come dice Don Juan: tutte le strade sono uguali, non portano da nessuna parte, scegli una strada che ha un cuore, renderà più felice il tuo percorso.
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English Version

When you have tried a lot, you come to the conclusion that the only possibility is to play.
For that 2014 will be a Playground year.
In order to be able to play you have to enjoy no rules, no plans, no clocks, no traffic moments so that you can dedicate to whatever happens.
Post a recipe a week, do the shopping, prepare dishes, take pictures for the blog is a rule that I can let go.
Thanks to all those who have popped in here interacting, or in silence.
You have been in my thoughts, thosee I know, and those I do not know, those who I imagine and those who escape me.
This blog has been a great school in terms of taste, writing, photography, new connections, doors that open, path to walk through.
Today I am in front of another door, facing another path and time can’t wait longer for me standing on the threshold.
What is on the otherside, it is unknown at the moment, but whatever it is, you’ll find out …. in this or in the next blog . Promised!
Senza senza attitude, the vegan way, are going on in every day life, 3 times a day at mealtimes away from clicks, views but equally beautiful.
I say goodbye with muffins at jasmine green tea scent.
I have a strong passion for Jasmine green tea : I would drink only that.
Barbara Sighieri of La Teiera Eclettica, my official tea dealer ’s since 1998, she has taught me to use the tea as an ingredient.
Barbara, patiently, is trying to educate my taste to other flavors, sooner or later she will be able to make me acquire new shades: determination is on her side.

But before reading the recipe let’s have a look to the ingredients through the pages of “Dieta e salute con gli alimenti vegetali Tecniche Nuove 2012.

Banana: belongs to the family Musaceae contains vit. A, B and C, calcium, magnesium, phosphorus, sulfur, iron and copper. It is emollient, softening and nourishing.

Spelt: ancestor of wheat, of Mediterranean origin, should be consumed preferably integral to keep as much as possible the content of vitamins and minerals.

Tea: Following Barbara’s opinion it is a drink that is appreciate all over the world and very often becomes the symbol of a way of life.

Time required : 20 minutes preparation 25 minutes cooking
Ingredients for 4 people:

100 gr of banana
100 gr of agave syrup
juice of 1/2 lemon
50 gr of extra- virgin olive oil
20 gr of green tea with jasmine
233 g spelt flour
17 grams of cream of tartar

Pre -heat the oven to 180 degrees . Prepare the green tea, strain the leaves, squeeze well and slice them.
Peel the banana , cut into chunks, sprinkle with lemon juice, mix everything together with the oil and agave syrup in a bowl. In another bowl combine the spelled flour, tea leaves and cream of tartar, mix the dry ingredients between them. Pour over dry ingredients to banana cream, mix thoroughly . In small molds and bake for 25 minutes in a preheated oven at 180 degrees . Brush with agave syrup when cooked .

As Don Juan says all roads are the same, thay do not lead anywhere, choose a road that has a heart, that will make your happier on your

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2013 e dintorni

Pubblicato il | 23 dicembre 2013 | 1 Commento


Il 2013 è stato l’anno del Platano sotto cui ho iniziato a fare Tai-chi tutte le mattine alle 7.15.

E’ un posto dove passa molto: cani, persone, domande, risposte, luce, foglie e vento.
Un capitolo a parte meritano i cani.
Nei mesi ho individuato 4 fasi di avvicinamento da parte loro:
1. Si avvicinano saltano e abbaiano. E lì mi hanno insegnato che bisogna accucciarsi alla loro altezza e far loro capire che se si vogliono avvicinare possono.
2. Si avvicinano e giocano.
3. Si avvicinano, giocano e cercano di impossessarsi della merendina vegana che tengo in borsa per la colazione.
In questo caso bisogna piano piano dissuaderli.
4. Si avvicinano, giocano, puntano la merendina vegana e cercano di far la pipì sul mio cappotto. E’ la fase più delicata: urge opera di distrazione dai loro propositi, efficace ma dolce.
Più complicato raccontare le persone che passano di lì.
Un Grazie speciale a Patrick Behar che ha colto in un click lo spirito del Platano.
Un Grazie di cuore al mio Master Reiki che ho scoperto ha avuto il suo “ufficio” proprio sulle radici di questo Platano perché le radici hanno molto da insegnare sul nutrimento e sulle cicatrici che guariscono.
Un Grazie fiducioso a tutti quelli che sono passati, che passano e che passeranno, perché il Platano è di tutti quelli che lo vogliono vedere, ascoltare e sentire.

E che le Feste abbiano inizio. Noi si va in letargo per un po’, capitolo su cui abbiamo qualche arretrato, decenni tipo….
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English Version
2013 was the year of the Platano tree where I started playing Tai-chi every morning at 7.15.

It ’s a meeting point for a lot of dogs, people, questions, answers, light, leaves and wind.
Dogs deserve a special mention.
In the months spent under the Platano tree, I have identified 4 stages of approach:

1 . They approach jumping and barking. And about that I was taught that you have to crouch down to their level and make them understand that if they want to come near they can.
2 . They approach and play.
3 . They approach, play and try to find out the vegan snack that I keep in the bag for breakfast. In this case you have to kindly dissuade them.
4 . They approach, play, aim the vegan snack and try to pee on my coat. And this is the most delicate moment: it is urgent work to chnge their mind, effective but soft.

More complicated it’s to speak about the people who pop in near the Platano tree.
A special thanks to Patrick Behar that has caught in a click the Platano tree spirit.
A heartful thanks to my Reiki Master that I found out he had his “office” on the roots of this Platano, because the roots have much to teach about feeding and the scars healing.
Many and unique Thanks to everybody who have come, and will come there, because the Platano tree belongs to all those who want to see, hear and feel.

Let’s holidays begin. We will go into letargy for a while, chapter on which we have to catch up… decades to catch up.

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Puntarelle veg

Pubblicato il | 15 dicembre 2013 | Lascia un Commento

Il giorno di Santa Lucia mi è capitato di pranzare in un locale storico di cucina vegetariana, in pieno centro a Milano.
Come accompagnamento, mi propongono l’insalata di puntarelle, non mangiando pesce dal 2011 riconosco il profumo persistente dell’acciuga. Alla ragazza al banco, proprio attaccato al mio tavolo, chiedo se la salsa delle puntarelle contiene acciughe. Guardandomi come se venissi dal pianeta Clingon, con le labbra all’ingiù e lo sguardo infastidito mi ha detto: “Certo!”. Ho cercato di farle capire che per un ristorante che comunica la propria scelta vegetariana le acciughe sono una pessima uscita, con il bel risultato che la fanciulla ha sbattuto sul banco il piatto intatto di puntarelle che le ho restituito. Ho mangiato altro, pagato e annunciato pacatamente che mai più avrei messo piede in quel locale. Perché ci sono molti motivi per essere vegetariani, o vegani e chi li condivide si sente un pochino preso in giro se si ritrova pesce nei piatti. Giusto un pochino…. E poi le puntarelle possono essere condite anche in versione vegana in modo saporito. Eccone un esempio. Ma prima di guardare la ricetta, diamo un’occhiata agli ingredienti attraverso Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Tecniche Nuove 2012:

Catalogna: appartiene alla famiglia delle Composite come tale ha caratteristiche di tonico e protettivo per lo stomaco, ed un effetto ipocolesterolemizzante.

Olive: appartiene alla famiglia delle Oleacee contiene viatmina E, polifenoli, tocoferoli ad azione antiossidante, antiinfiammatorio e ipotensivo.

Aglio: appartiene alla famiglia delle Liliacee ha proprietà antimicrobiche, antiaterosclerotiche, antiipertensiva.


Tempo occorrente: 6 ore di ammollo, 10 minuti di preparazione
2 cespi di catalogna
24 olive taggiasche sott’olio
20 capperi sott’olio
1 spicchio d’aglio
sale
olio d’oliva extra-vergine.

Lavare e mondare i cespi di catalogna staccarne i germogli più piccoli, inciderli a fiore con un coltello affilato e lasciarli riposare in acqua fredda e cubetti di ghiaccio per sei ore.
Ridurre in crema in un mortaio l’aglio, i capperi, le olive con il sale. Travasare in una scodella e coprire d’olio extra-vergine d’oliva.
Scolare le puntarelle dall’acqua fredda, asciugarle bene e condire con la salsina.

Per il piatto si ringrazia Elisabetta Lilli e le sue opere di ceramica che a Milano potete trovare da Belle e Biò, a Roma da Kaja, rione Monti.
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English Version:

On Saint Lucia’ day I had lunch in an historic vegetarian restaurante in the center of Milan.
As side dish, I received the suggestion for a chicory salad, not eating fish since 2011 I recognized immediately the lingering scent of anchovy. I asked to the girl at the counter just attached to my table, if the sauce contained anchovy. Looking at me as if I came from the Clingon planet , lips downward gaze annoyed at me and said, “Sure .” I tried to make her understand that for a restaurant that announces its vegetarian choice anchovies are a bad output , with the result that the beautiful girl banged on the counter intact plate which I gave back. I ate something else, paid and calmly announced that I would never again set foot in that place. Because there are many reasons to be vegetarian or vegan, and those who shares them, feel a little bit teased, if they find fish in their dishes. Just a little bit …. Moreover chicory can be spiced also in a very tasty vegan way. Here’s an example. But before looking at the recipe , let’s look at the ingredients through Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Tecniche Nuove 2012.

Catalonia belongs to the Composite family and has characteristics of protective and tonic for the stomach, and a cholesterol-lowering effec .

Olive: it belongs to the family Oleaceae contains viatmina E, polyphenols, tocopherols with antioxidant, anti-inflammatory and hypotensive.

Garlic: belongs to the Liliace family has antimicrobial properties, antiaterosclerotic, antihypertensive.

Time required: 6 hours of soaking, 10 minutes of preparation
2 heads of Catalonia
24 black olives in olive oil
20 capers in olive oil
1 clove of garlic
salt
extra- virgin olive oil.

Wash and clean the heads of Catalonia unplug the smaller buds, engrave flowers with a sharp knife and let them sit in cold water and ice cubes for six hours.
Reduce cream in a mortar the garlic, capers, olives with salt. Transfer to a bowl and cover with extra- virgin olive oil.
Drain the chicory from the cold water, dry them well and serve with the sauce.

For the plate many thanks go to Elisabetta Lilli and her ceramic works. In Milan you can find at Belle e Biò in Rome at Kaja, Monti district.

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Zuppa di lenticchie

Pubblicato il | 8 dicembre 2013 | Lascia un Commento

Per lavoro ho passato qualche giorno a Cannes.
E’ stato bello svegliarsi in un con una temperatura mite, le palme, il mare, il canto dei gabbiani.
In uno dei miei raptus di astinenza da verdura ho trovato conforto da Volupté una sala da tè che propone anche piatti per il lunch tra cui una buonissima zuppa di lenticchie. Non so se è esattamente uguale a quella che ho mangiato ma mi sono ispirata alla loro soupe du jour del 4 dicembre. Ma prima di guardare la ricetta diamo un’occhiata agli ingredienti attraverso Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Tecniche Nuove 2012.

Lenticchie: legume antichissimo, di origine preistorica già presente in Egitto 4400 anni prima di Cristo. E’ molto digeribile e contiene proteine vegetali in quantità di 25 gr su 100 di prodotto. E’ considerata antianemica, tonificante dei muscoli.

Scalogno: appartiene alla famiglia delle lialacee ricchissimo di acqua, potassio, zolfo, vitamina A, E, C e acido malico ha un potere antimicrobico, antisettico e cardiotonico e diuretico

Carota: appartiene alla famiglia delle ombrellifere ha un elevatissimo contenuto di vitamina A, contiene inoltre sodio, potassio, ferro, calcio, e fosforo. Grazie a questa composizione funziona per mineralizzare sia nella formazione del sangue che nella fluidificazione biliare

Sedano: appartiene ugualmente alla famiglia delle ombrellifere ha un’alta concentrazione di sodio e potassio, che lo rende importante per la mineralizzazione nei diversi processi, come la carota appunto. Ha proprietà diuretiche è depurativo dei polmoni e stimola le ghiandole surrenali.

Tempo occorrente: 6 ore di ammollo 60 minuti di preparazione
Ingredienti per 4 persone:
350 gr di lenticchie
2 carote
2 gambi di sedano
1 scalogno
1 spicchio d’aglio
1 chiodo di garofano
3 foglie di alloro
1 pezzetto di zenzero
40 gr di pinoli
erba cipollina
4 bacche di ginepro
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale fino marino integrale
Lavare, mondare, sbucciare le verdure, preparare il brodo vegetale
2l d’acqua, una carota, un gambo di sedano, uno spicchio d’aglio steccato con il chiodo di garofano, 4 bacche di ginepro, un pezzetto di zenzero, due foglie d’alloro, sale fino marino integrale. Cuocere 25 minuti. Intanto sbollentare le lenticchie in acqua per due minuti, preparare un soffritto sottile con carote, sedano, due foglie d’alloro, aggiungere le lenticchie sbollentate. Filtrare il brodo, aggiungerlo alle lenticchie e sobbollire per 35 minuti. Servire decorando con la parte verde di un porro o erba cipollina.

La chiamano soupe…. ma sempre zuppino è.
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English Version:On the job, I spent a few days in Cannes.
It ’s nice to wake up in a mild climate,with palm trees, the sand, the seagulls’ sound track.
In one of my need moment of vegetables, I found comfort green food at Volupté a tea room that also serves lunch including a delicious lentil soup. I do not know if it is exactly the same recipe I ate but I was inspired by their soupe du jour on 4 December. But before looking at the recipe, we read the ingredients through Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Technique Nuove 2012.
Lentils: ancient legume, of prehistoric origin already present in Egypt 4400 years before Christ. It is very digestible and contains vegetable protein in an amount of 25 g of product 100 . And ‘ considered anti-anemic, toning of the muscles.

Shallot: it belongs to the family of lialacee full of water, potassium, sulfur, vitamin A, E, C and malic acid has a power antimicrobial, antiseptic and diuretic and cardiotonic.

Carrot: belongs to the family Umbelliferae has a high content of vitamin A, also contains sodium , potassium, iron, calcium, and phosphorus. Thanks to this arrangement works for both mineralize in the formation of blood fluidity in the biliary.

Celery: equally belongs to the family of the Umbelliferae has a high concentration of sodium and potassium, which makes it important for mineralization in the various processes , such as carrot precisely. It has diuretic properties is cleansing the lungs and stimulates the adrenal glands.

Time required: 6 hours of soaking 60 minutes of preparation
Ingredients for 4 people:
350 grams of lentils
2 carrots
2 stalks of celery
1 shallot
1 clove of garlic
1 clove
3 bay leaves
1 small piece of ginger
40 grams of pine nuts
chive
4 juniper berries
2 tablespoons extra virgin olive oil
Unrefined sea salt
Wash, peel, peel the vegetables, prepare the vegetable broth
2l of water, a carrot, a stalk of celery, a clove of garlic with the fence clove, 4 juniper berries, a piece of ginger, two bay leaves, unrefined salt. Bake 25 minutes. Meanwhile, boil the lentils in water for two minutes, sauté thin with carrots, celery, two bay leaves , add the boiled lentils. Strain the broth, add the lentils and simmer for 35 minutes. Serve garnished with the green part of a leek or chives.

It’s called soupe …. but always like Zuppino is.

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