Cucina Senza Senza ®

con Irene

Nuovo Open day reiki 22.11.

Pubblicato il | 11 novembre 2014 | Lascia un Commento

Certe volte ritornano, perché, come dice un mio amico, a stare aperti c’è tutto quello che si vive stando chiusi, più milioni di altre cose.

E quindi eccoci qua per un nuovo momento di apertura sul Reiki.

Bisogna essere cauti a parlare di energia: tutti noi siamo abituati a misurarla in kilo kalorie, per lo più.

La soluzione migliore è provare quali benefici accadono quando ci si sintonizza con il flusso in cui ci muoviamo tutti, che lo vogliamo oppure no, che ne siamo consapevoli o meno.

Vi aspetto per mini-trattamenti gratuiti di 20 minuti:
Sabato 22.11.2014 dalle 9 alle 14
presso L&V
viale monte santo 4 Milano
Prenota al 02 4966 8472

Ci piacciono gli open-day….

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Ciao Alberto d’Ottavi

Pubblicato il | 27 settembre 2014 | 2 Commenti

Sei stato il mio Blog Master, tasto dopo tasto.
Una sera ti sei presentato con un pacchettino che conteneva il mio primo set fotografico.
Ti ho detto che era un regalo troppo grosso, hai minimizzato:

“Basta che mi inviti a cena, il vino lo porto io.”

Ti piacevano i più improbabili mix di cereali e legumi senza senza.

Quando hai saputo che ho smesso di mangiare carne perché una mucca mi ha guardato negli occhi, hai sorriso e mi hai risposto:

“Speriamo che non incontri un salmone che ti fissa nuotando contro-corrente….”.

Ci hai sempre messo la faccia di tuo, in tutto quello che hai inventato: infoservi, blomming e molto altro.
Dicevi sempre che ti muovi nella vita come nella rete perché sei sempre tu e dietro ogni blog, ogni profilo, si muove una persona che ha sentimenti, sensibilità, paure e desideri come ogni individuo.

E così sei diventato incubatore di idee, di start up, punto di riferimento di giovani che ci credano, e ci provano, di passi piccoli e grandi per un futuro che nel tuo cuore ha smesso di battere, ma che consegni a tutti noi.
C’è da fare.

Senza parole. Solo graffi.

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Open Day Reiki 09.09 dalle 09.00 alle 19.00

Pubblicato il | 27 agosto 2014 | Lascia un Commento

Un giorno le mie estetiste preferite fanno una società aprono un centro estetico e mi invitano all’inaugurazione.
Arrivo sfrecciando in bicicletta, entro da LeV Beauty Center, che sta per Lori e Vale, in uno stabile in zona Piazza della Repubblica a Milano.

Le pareti sono dipinte in una tonalità tra il rosa cipria e il melograno maturo, usano solo prodotti cosmetici di origine vegetale da agricoltura biologica, non testati sugli animali.

Tutto sa di Nuovo Inizio. Stupita mi trovo a chiedere:

- “Per caso avete bisogno di un operatore reiki?”

E loro sorridenti, altrettanto sorprese:

- “Sì”

E così è iniziata la collaborazione con LeV Beauty Center.
Fino ad ora di rado ho condiviso il fatto che pratico reiki dal 2005, lo scorso anno ho conseguito il III° livello.

Se siete curiosi di scoprire:

Che cos’è il Reiki?

Rilassa?

Aiuta?

Vi aspetto:

martedì 09.09 dalle 09.00 alle 19.00
trattamenti gratuiti di 20 minuti
Da L&V viale monte santo 4— milano
Prenota al  02 4966 8472


Abbiamo i nostri tempi….Quella decina d’anni tanto per consolidare un attimo.
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English Version:
One day my favorite beauty experts open a beauty salon on their own and invite me for the opening party.
Fast on my bike I arrive for the party at LeV Beauty Center, which stands for Lori and Vale, in a building near Piazza della Repubblica in Milan.

The walls are painted in shades of a color between powder pink and pomegranate.
They use in the treatment cabins only cosmetic products of organic plant origin, not tested on animals.

Everything sounds like New Beginning. I am amazed to ask:

- “Do you need a reiki operator, by chance?”

And theiy smile, bewildered:

- “Yes, by chance”

And so began the collaboration with Lev Beauty Center.
Until now I have rarely shared the fact that I practice reiki since 2005, last year I achieved the Level III.

If you are curious to find out:

What Reiki is?

If it does relax?

How much does it help?

I wait for you:
Tuesday 09.09 from 09.00 to 19.00
free treatment of 20 minutes
Da L&V via monte santo 4— milano
Book at  02 4966 8472


We need our time….Ten years more or less just to be sure…

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Le felicità possibili – abstract

Pubblicato il | 17 luglio 2014 | 6 Commenti

Eccolo, finalmente il nuovo libro si intitola Le felicità possibili: testi di Irene Binaghi, foto di Anna Galante.
Qui trovate un piccolo assaggio da prendere tutto di un fiato: due foto e due racconti e, più in fondo, qualche riga sul perché e il come siamo arrivate a mettere parole e immagini su carta.

Se poi siete proprio di buon umore e volete farci sapere cosa ne pensate, attendiamo trepidanti i vostri commenti.

Sott’acqua

Alla mattina presto in spiaggia non c’è nessuno. Con disinvoltura e discrezione basta entrare in acqua con il pezzo sotto del costume e dopo qualche bracciata toglierselo per legarselo al polso, come un braccialetto. Sullo sfondo sta un’isola che ha un re e un festival del cinema, si raggiunge solo in barca. Ma in fondo è lontana: a nuoto non si arriva. Le mani, immergendosi nell’acqua, creano delle perle d’aria iridescenti come mercurio liquido che fanno il solletico alle labbra e alle narici. Non si tocca il fondo, ma stranamente, nessuna paura avanza. Il mare calmo avvolge tutta la pelle come un’onda lunga, dalla nuca al punto tra le scapole, alla curva sotto i reni, ai calcagni.
La freschezza tranquilla si è sincronizzata con le bracciate, con il movimento dei piedi.
L’acqua azzurra, luminosa, forse deve i suoi bagliori dorati alla luce oppure alle dune di sabbia sul fondale.
Un gabbiano lontano fa il suo verso. Il sole illumina senza scottare. Un uomo si immerge per un bagno, è completamente rasato, con gli occhi dolci, quasi liquidi del colore del mare, ha lunghe mani dalle dita piatte e dalle unghie ovali, ha deciso di nuotare all’alba, entra in acqua, si avvicina. Si ferma di botto, alza le mani. Una stella marina gigante lo avrebbe stupito meno di un esemplare della sua stessa specie, al femminile, che fende l’acqua come mamma l’ha fatta.
E’ incredibile come due piccoli pezzi di stoffa possano rappresentare il limite tra la libertà totale e il sentirsi vestiti.


Innamorarsi

Da piccoli giocavano insieme sugli stessi ciottoli. Si aggrappavano ai muretti di sera per vedere i film all’aperto. Cadevano spesso con la terra sotto le unghie e l’erba secca nelle narici. Poi un giorno trovò la sua porta chiusa. Continuava a passare e ripassare, sperando gli apparisse sulla soglia per andare a giocare: rallentava il passo tutte le volte che arrivava all’altezza di casa sua. Una vicina, dopo una settimana, ha urlato dalla finestra: “E’ partita per l’Italia con la sua famiglia!”.
Ha sbattuto i vetri rientrando.
Quel rumore ha continuato a infrangersi nelle sue tempie insieme al profumo di salsedine, pesce e spezie.

Abbassava la testa, in quel tratto di strada dove si trovava sempre più spesso, suo malgrado.
Italia, Italia continuava a ronzargli nelle orecchie come la scia di una sirena di un battello.
Finché partì, come tanti per un nuovo futuro ma, soprattutto, per ritrovarla. Tutto quello che ha attraversato, ne è valsa la pena perché ora sono insieme guardando il mare, che qui sa di limoni, gelsomino e menta. Si sono trovati, sposati e ora aspettano un figlio.

Lei lo guarda con due occhi grandi e ciglia lunghissime, si accarezza sotto il mento il velo che le copre la testa:

“Posso togliermi il velo? Fa caldo.” – gli chiede.

“No” – e scuote la testa per sottolineare il concetto.

Lei socchiude le sopracciglia inspira profondamente e si snoda il velo.

Dentro di lui qualcosa si spezza. Gli ha disubbidito, in pubblico.

Dalle nocche delle dita gli partono colpi che non riesce a fermare, e affondando sulla sua pelle tesa di giovinezza e del bambino che nascerà presto.

Tutto intorno crescono le urla dei passanti, si aggiungono le sirene della polizia. Correndo arriva il padre di lei. Gli urla:

- “Ti rendi conto dell’offesa? E’ tua figlia come l’hai educata?”

Qualcuno lo prende alle spalle, la clavicola cerca di buttarsi a mare, ma il metallo scatta intorno ai suoi polsi, un raggio di luce riflesso lo acceca facendogli chiudere gli occhi.

E’ tutto finito, sotto il suo sguardo senza velo.
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Progetto

Tema:
Il contatto con la nostra essenza ha un suo ritmo fatto di respiro e battito cardiaco: si chiarifica ancora meglio quando discutiamo con gli aspetti più artificiali, con le loro luci abbaglianti e suoni che coprono. L’alimentazione può essere consapevole o ingurgitata, la guarigione puo’ significare trasformazione.
La quotidianità ci segna senza che ce ne rendiamo conto.

Scopo:
E’ un invito ad aprirsi, con leggerezza, alla curiosità verso temi quali il contatto e il rispetto della Natura, la cultura Bene di Tutti, la tolleranza, la creatività, l’armonia mente-corpo-ambiente-altre persone, il valore conoscitivo dell’istinto, l’alimentazione consapevole, le pari opportunità. Si vuole suscitare in chi legge e in chi guarda, la consapevolezza che si è liberi di orientare la propria vita in ogni momento. Alcune attività avvicinano alla naturalità altre allontanano. Ciascuno di noi ha l’opportunità di cercarle, esplorarle e sceglierle incontrando persone, attraversando luoghi come una città caotica, fermandosi a una fonte antica, oppure spostandosi in non-luoghi come i treni, gli aeroporti o una biblioteca.
Perché viaggiare e sapere hanno una valenza simile: ricca e umile nello stesso tempo sospeso.

Forma:
Tutto accade in 30 racconti e 30 immagini da leggere, guardare tutti di un fiato, oppure da aprire a caso, seguendo il momento. Attraverso brevi testi e immagini sono messe a confronto 15 situazioni programmate con 15 situazioni dettate dalla libertà di ricollegarsi con l’essenza più profonda di noi stessi, degli altri e dell’ambiente. In ogni proposta si cerca di mettere in evidenza il bello e il difficile di entrambe le prospettive.

Tecnica:

Testo: Sono messe a confronto storie e atmosfere con uno stile per i racconti che parlano di artificiale ed uno stile per i racconti che ritraggono il naturale. Rumori meccanici, bagliori elettrici caratterizzano le situazioni per le prime, il ritmo del respiro, del battito cardiaco identificano le seconde.
La voce narrante è quella di una pantera nera, emblema dell’istinto. Il grande felino si aggira da una situazione all’altra, svelandosi solo a chi, tra i personaggi, ha la forza di guardarla negli occhi. Lascia le sue impronte in evidenza per chi ha voglia di distinguerle.

Foto: Ritraggono il corpo perché ogni scelta tra natura e artificialità ha un impatto sulla pelle che diventa specchio, teatro e memoria del nostro percorso, nei dettagli, nell’insieme, per le donne, per gli uomini, senza distinzione di età, di genere o di origine. La luce di volta in volta invia bagliori caldi o freddi sui segni dell’equilibrio, del tempo che passa, della gioia, degli incidenti, dei capricci. Anche la quotidianità, gli indumenti che indossiamo, lasciano una traccia a cui mai prestiamo attenzione, eppure, giorno dopo giorno, quel tessuto in filigrana sui pori crea abitudini.

Una copia è stata inviata all’ufficio deposito opere inedite della S.I.A.E. Ora manca solo l’editore: si accettano candidature spontanee ed entusiaste. Astenersi perditempo.

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Muffin al tè al gelsomino per un nuovo inizio

Pubblicato il | 7 gennaio 2014 | 1 Commento

Quando ne hai provate un po’ arrivi alla conclusione che resta solo una possibilità: giocare.
Per questo il 2014 sarà un anno all’insegna del Parco Giochi.
Per giocare bisogna concedersi momenti senza regole, senza schemi, senza orologi, senza traffico: solo così ci si può dedicare a qualunque cosa accada.
Postare una ricetta a settimana, far la spesa, preparare i piatti, fotografare per il blog è una regola che si può lasciare andare.
Grazie a tutti quelli che son passati di qui interagendo, o stando in silenzio.
Siete stati nei miei pensieri, sia le persone che conosco che quelle che non conosco, quelle che immagino e quelle che mi sfuggono.
Cucina senza senza ha rappresentato una grande scuola in termini di gusto, scrittura, fotografia, incontri, porte che si aprono, cammini che si percorrono.
Oggi sono davanti ad un’altra porta, ad un altro cammino e il tempo per stare sulla soglia sta scadendo.
Cosa stia di là, non si sa, ma di qualunque cosa si tratti lo scoprirete…. in questo o nel prossimo blog. Promesso!
Il senza senza, il cammino vegano, continua a scorrere nella quotidianità, 3 volte al giorno, ore pasti lontano da click, visualizzazioni ma ugualmente bello.
Vi dico arrivederci con un dolce che sa di tè verde al gelsomino.
Ho una passione viscerale per il tè verde al gelsomino: berrei solo quello.
E’ Barbara Sighieri della Teiera Eclettica, la mia spacciatrice ufficiale di tè dal 2004, che mi ha insegnato ad utilizzare il tè, anche come ingrediente.
Barbara, con pazienza, cerca di educarmi ad altri sapori, prima o poi ci riuscirà a farmi acquisire nuove sfumature: la determinazione sta dalla sua parte.

Ma prima di leggere la ricetta diamo un’occhiata agli ingredienti attraverso le pagine di Dieta e Salute con gli alimenti vegetali, Tecniche Nuove 2012

Banana: appartiene alla famiglia delle Musacee contiene vit. A, B e C, calcio, magnesio, fosforo, zolfo, ferro e rame. E’ emoliente, ammorbidente e nutriente.

Farro: antenato del grano, di origine mediterranea, va consumato preferibilmente integrale per mantenere il più possibile il contenuto di vitamine e minerali.

Tè: Secondo Barbara è una bevanda che si beve in tutto il mondo e molto spesso diventa l’emblema di un modo di vivere.

Tempo occorrente: 20 minuti di preparazione 25 minuti di cottura
Ingredienti per 4 persone:

100 gr di banana
100 gr di succo d’agave
succo di 1/2 limone
50 gr di olio extra-vergine d’oliva
20 gr di tè verde al gelsomino
233 gr di farina di farro
17 gr di cremor tartaro

Pre-riscaldare il forno a 180°. Preparare il te verde, scolare le foglie, strizzarle bene e triturarle…
Sbucciare la banana, tagliala a tocchetti, cospargerla di succo di limone, frullare il tutto insieme all’olio e allo sciroppo d’agave, in una terrina unire la farina di farro, le foglie di tè e il cremor tartaro, mescolare gli ingredienti tra loro. Versare sugli ingredienti secchi la crema di banana, mescolare il tutto. Distribuire in stampini monoporzione e cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180°. Spennellare di sciroppo d’agave una volta cotti.

Come dice Don Juan: tutte le strade sono uguali, non portano da nessuna parte, scegli una strada che ha un cuore, renderà più felice il tuo percorso.
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English Version

When you have tried a lot, you come to the conclusion that the only possibility is to play.
For that 2014 will be a Playground year.
In order to be able to play you have to enjoy no rules, no plans, no clocks, no traffic moments so that you can dedicate to whatever happens.
Post a recipe a week, do the shopping, prepare dishes, take pictures for the blog is a rule that I can let go.
Thanks to all those who have popped in here interacting, or in silence.
You have been in my thoughts, thosee I know, and those I do not know, those who I imagine and those who escape me.
This blog has been a great school in terms of taste, writing, photography, new connections, doors that open, path to walk through.
Today I am in front of another door, facing another path and time can’t wait longer for me standing on the threshold.
What is on the otherside, it is unknown at the moment, but whatever it is, you’ll find out …. in this or in the next blog . Promised!
Senza senza attitude, the vegan way, are going on in every day life, 3 times a day at mealtimes away from clicks, views but equally beautiful.
I say goodbye with muffins at jasmine green tea scent.
I have a strong passion for Jasmine green tea : I would drink only that.
Barbara Sighieri of La Teiera Eclettica, my official tea dealer ’s since 1998, she has taught me to use the tea as an ingredient.
Barbara, patiently, is trying to educate my taste to other flavors, sooner or later she will be able to make me acquire new shades: determination is on her side.

But before reading the recipe let’s have a look to the ingredients through the pages of “Dieta e salute con gli alimenti vegetali Tecniche Nuove 2012.

Banana: belongs to the family Musaceae contains vit. A, B and C, calcium, magnesium, phosphorus, sulfur, iron and copper. It is emollient, softening and nourishing.

Spelt: ancestor of wheat, of Mediterranean origin, should be consumed preferably integral to keep as much as possible the content of vitamins and minerals.

Tea: Following Barbara’s opinion it is a drink that is appreciate all over the world and very often becomes the symbol of a way of life.

Time required : 20 minutes preparation 25 minutes cooking
Ingredients for 4 people:

100 gr of banana
100 gr of agave syrup
juice of 1/2 lemon
50 gr of extra- virgin olive oil
20 gr of green tea with jasmine
233 g spelt flour
17 grams of cream of tartar

Pre -heat the oven to 180 degrees . Prepare the green tea, strain the leaves, squeeze well and slice them.
Peel the banana , cut into chunks, sprinkle with lemon juice, mix everything together with the oil and agave syrup in a bowl. In another bowl combine the spelled flour, tea leaves and cream of tartar, mix the dry ingredients between them. Pour over dry ingredients to banana cream, mix thoroughly . In small molds and bake for 25 minutes in a preheated oven at 180 degrees . Brush with agave syrup when cooked .

As Don Juan says all roads are the same, thay do not lead anywhere, choose a road that has a heart, that will make your happier on your

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    Irene Binaghi
    Le ricette proposte su questo blog invitano a una cucina naturale, nel rispetto di chi soffre di intolleranze alimentari. Sono utilizzati ingredienti bio, senza latticini, senza zucchero, senza lieviti, senza grano, senza uova, senza carne, ma - soprattutto - senza rinunciare all’acquolina in bocca. Questa è quella che chiamo la sfida senza senza. Le intolleranze passano, il modo più naturale di cibarsi resta.
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